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Serravalle Scrivia

Nuove speranze per chi cerca lavoro: a Serravalle apre il Santachiara

C'è una nuova speranza per chi è in cerca di un lavoro. Ma anche per chi, al contrario, il lavoro lo offre ma non riesce a trovare il dipendente giusto o i fondi necessari per assumere. E' l'istituto Santachiara che ha aperto una sede anche a Serravalle Scrivia
SERRAVALLE SCRIVIA – C’è una nuova speranza per chi è in cerca di un lavoro. Ma anche per chi, al contrario, il lavoro lo offre ma non riesce a trovare il dipendente giusto o i fondi necessari per assumere. L’istituto Santachiara di Tortona di recente ha infatti aperto una sede anche a Serravalle Scrivia in piazza Bonaventura 6 e ieri in una conferenza ha presentato i nuovi “Servizi al lavoro”.

Nell’ufficio di Serravalle saranno innanzi tutto accolti coloro i quali cercano lavoro. Ai disoccupati verranno fornite informazioni sulle opportunità lavorative in zona, oltre a un servizio di orientamento al lavoro e di accompagnamento al lavoro. Ma ci sono importanti servizi anche per i datori di lavoro. L’istituto Santachiara può fare scouting (cercare cioè il miglior candidato per il lavoro offerto) e attivare tirocini. Può anche fornire assistenza sui bandi pubblici, ad esempio quelli che concedono contributi o altri benefici alle imprese che assumono. Partecipare ai bandi è talvolta difficile, la burocrazia richiede passaggi che spesso i piccoli datori di lavoro non riescono a seguire: il Santachiara si propone di aiutare le aziende a superare questi ostacoli.

Alla presentazione ha partecipato anche Riccardo Maggiolo, fondatore del progetto Job Club. Un Job Club è un gruppo di persone che cercano lavoro insieme incontrandosi periodicamente sotto il coordinamento di un trainer. Alla conferenza – che si è tenuta all’Outlet di Serravalle Scrivia – c’erano diversi esponenti del mondo politico e imprenditoriale, il dirigente regionale Leonardo Luini e anche il vescovo Vittorio Viola [insieme nella foto], da sempre particolarmente attento ai temi del lavoro.

«L’organizzazione del lavoro va valutata non in base al profitto, ma con il criterio del rispetto dei diritti dell’uomo», ha detto monsignor Viola. «Oggi capita che i lavoratori non sappiano nemmeno a chi rivolgere le proprie parole, perché i datori di lavoro sono distanti, magari dall’altra parte del mondo», ha affermato il vescovo, e nelle sue parole è parso di trovare un riferimento alla vicenda della Pernigotti, i cui titolari turchi hanno deciso da un giorno all’altro di chiudere la fabbrica. Di fronte ai dirigenti dell’Outlet di Serravalle, Vittorio Viola ha ricordato che «il giorno di riposo deve essere un giorno di festa. Ma la festa è tale solo se si fa tutti insieme». Il lavoro però non è un diritto a senso unico: «Dio ha fatto le cose, ma ci chiede di partecipare con le nostre capacità alla sua opera creatrice».
16/02/2019
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