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Alessandria

Dopo il pane, anche il panettone è a “km zero”

Buon andamento delle vendite per i panettoni artigianali, settore che sembra non aver sentito il peso della crisi. E non mancano i progetti futuri per l'associazione panificatori: “Nel 2012 nascerà il marchio dei nostri panificatori che producono con farina a km zero, iniziativa che sarà lanciata anche in altre Regioni”
Potrebbe essere alessandrino il “brevetto” del pane a chilometro zero, prodotto cioè con farine prevenienti dal territorio. E' questo l'obiettivo dell'associazione panificatori della Provincia che si appresta a lanciare, ad inizio anno, il marchio del pane a km zero e a proporre il protocollo, firmato ad Alessandria tra produttori e panificatori lo scorso settembre, anche ad altre Regioni.
“L'esperimento del pane prodotto con farine locali sta avendo grande successo – dice Roberto Actis, presidente dei panificatori della Provincia – e a breve verrà lanciato un apposito marchio che individua i forni che aderiscono al protocollo”. Una vetrina d'eccezione è stata, recentemente, la rassegna dedicata all'enogastronomia Dolci Terre di Novi: “in quattro giorni abbiano consumato 8 quintali di farina per produrre pane e focaccia. Un esperimento molto apprezzato dal pubblico”.
Intanto, molto apprezzati sono stati anche i panettoni, il dolce tipico del Natale, prodotto nei forni della provincia: “i clienti alla fine scelgono la qualità e, senza nulla togliere ai panettoni industriali, quelli prodotti artigianalmente sono un'altra cosa.
Dal solo forno di Actis, di panettoni, ne sono stati sfornati 250 circa. A livello provinciale la produzione potrebbe essere stata di decine di migliaia di dolci, “quelli bassi, della nostra tradizione”, precisa Actis.
Finita la produzione natalizia, si pensa già al nuovo anno. I progetti non mancano. Una volta che sarà lanciato il marchio, da esporre nelle panetterie che aderiscono, l'associazione punta ad organizzare “la Festa del Pane, nel capoluogo. Ma qui occorre l'aiuto delle istituzioni, se non altro per individuare la location – dice Actis – Ne abbiamo già parlato con Ascom e Confesercenti e ci auguriamo di riuscire nel nostro proposito”. Un altro obiettivo è quello di “esportare” il modello alessandrino anche in altre regioni. Si tratta di un protocollo elaborato dalla Provincia per l'impiego nei forni di pane prodotto in un arco territoriale a Km Zero, appunto, con un risparmio di costi sui trasporti e possibilità di controllare la filiera, sapendo da dove provengono le farine impegnate nella lavorazione.
27/12/2011
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