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Ovada

Commercio: nel 2013 negozi ancora in calo

Saldo negativo anche se di poco. Spuntano 58 negozi sconosciuti agli uffici comunali dopo il censimento avviato dallo Sportello in collaborazione coi Vigili
OVADA - Spuntano dal nulla sessanta negozi. Non si tratta però di un nuovo rinascimento del commercio ovadese. Anzi, a ben guardare il saldo del 2013 è negativo, anche se di poco. In realtà le 58 attività sono il frutto della revisione dei dati dell’ufficio Commercio comunale che a fine anno ha deciso di avviare una verifica più approfondita sui numeri in proprio possesso. E così, le due funzionarie hanno percorso, palmo a palmo la città, in qualche caso aiutate anche dai Vigili Urbani, per disegnare una cartina più aggiornata delle attività realmente operanti. «Un lavoro scrupoloso che le due funzionarie dell’ufficio hanno portato avanti dall’inizio dell’anno”, spiega l’assessore alle Attività produttive, Silvia Ferrari.

Il tessuto commerciale urbano, a fine 2013, è formato da  60 negozi alimentari, 254 attività non alimentari e 38 miste, per un totale di 352. “Le difformità emesse devono essere un richiamo a maggiore attenzione da parte di tutti, comprese noi associazioni di categoria – commenta Marica Arancio, presidente di zona di Confesercenti - In ogni caso, sapere che i negozi di Ovada sono oltre 350 deve essere uno stimolo per creare una rete che consenta di rilanciare il settore”. Rimangono invece inalterate le medie strutture, 15 in tutto, sul cui fronte nell’ultimo periodo è stato registrato il trasferimento del Lidl da via Novi a via Voltri. Nel complesso, nell’anno 2013, le aperture sono state sedici, le chiusure 21.  Un trend proseguito a gennaio (3 contro 6) che però negli ultimi due mesi sembra rallentare. “Il rapporto tra aperture e chiusure l’anno scorso è stato negativo ma la differenza è contenuta e questo ci incoraggia - commenta l’assessore Ferrari - Notiamo, tuttavia, il veloce turn over”.

Il settore più stabile rimane quello dei pubblici esercizi dove nel 2013 autorizzazioni e cessazioni hanno pareggiato a quota 3 ma dove si contano 10 subingressi, specie nei bar, su 81 attività. Inalterati i numeri dei parrucchieri, 31 in tutto, con 2 subingressi.

22/03/2014
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