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Novi Ligure

Aperti a Pasqua? Il vescovo dice no: "Un tempo senza festa che divora l'uomo"

Dalle colonne di "Avvenire", il quotidiano della Cei, monsignor Vittorio Viola interviene sul tema dell'apertura pasquale del centro commerciale di Serravalle Scrivia: "Amareggia che anche la domenica di Pasqua - vera festa che celebra il trionfo della vita sulla morte - venga svuotata della sua bellezza"
NOVI LIGURE – Alla fine contro l’apertura a Pasqua dei centri commerciali di Serravalle Scrivia è scesa in campo anche la Cei, la Conferenza episcopale italiana. I vescovi della Penisola hanno fatto sentire la propria voce attraverso Avvenire, che della Cei è il riconosciuto organo di stampa.

Tanti i servizi che il quotidiano ha dedicato alla battaglia in corso, che vede schierati da una parte lavoratori e sindacati, e dall’altra la società inglese McArthurGlen, proprietaria dell’Outlet di casa nostra. «L’ultimo scippo» è stata definita l’apertura pasquale in un editoriale firmato dal caporedattore Francesco Riccardi. «Non possiamo svendere la festa, questa festa in saldo – scrive Riccardi – Non c’è prezzo che valga la sua sacralità. E oggi che la libertà religiosa, la possibilità di professare la propria fede in Cristo, arriva a essere messa in discussione da scelte politiche sbagliate e subdoli condizionamenti economici anche in casa nostra, è giunto il tempo di reagire. Se per difendere identità, fede, libertà dell’uomo occorre scioperare, allora noi stiamo con i lavoratori che sciopereranno. Se per farlo occorre dire un “no” netto e chiaro a una shopping experience nel giorno di Pasqua, siamo pronti alla resistenza passiva a questo scippo senza alcuna destrezza. E abbiamo la memoria lunga».

Anche il vescovo di Tortona Vittorio Viola, sempre dalle colonne di Avvenire, se la prende con l’apertura del centro commerciale nel giorno di Pasqua: «La cultura profondamente secolarizzata, nella quale ormai da tempo viviamo, ha svuotato il senso cristiano del fare festa, riducendo la domenica in una fuga nel privato o in un giorno “consacrato” agli idoli del consumo imposto da bisogni indotti o del divertimento senza felicità. Non sorprende, ma amareggia, che anche la domenica di Pasqua – unica vera festa a motivo dell’evento che celebra, il trionfo della vita sulla morte – venga svuotata della sua bellezza».
Ma non è solo questione di religione, chiarisce il vescovo: «La questione non può preoccupare solo i credenti. Il tempo che non conosce la festa, non è più un tempo per l’uomo ma un tempo che divora l’uomo».
3/04/2017
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