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Cultura

"Il weekend" di Peter Cameron

Un libro a cui non manca nulla, contiene le domande e anche le risposte, nascoste tra le righe al riparo dalla banalità. La prosa è impeccabile e il ritmo dei dialoghi scandisce la narrazione con intelligenza e precisione. Consigliato a chi ama la letteratura
Titolo: Il weekend
Autore: Peter Cameron
Editore: Adelphi
Anno: 2013
Traduzione: Giuseppina Oneto

Sarà che ho un debole per Cameron, ma ogni spaccato di vita, ogni esperienza dell’anima che ci propone, trovo abbia un sapore straordinariamente autentico. Quanta abilità letteraria occorre per condensare nello spazio di un solo week-end un processo di crescita, una profonda analisi introspettiva e un interessante studio delle relazioni sociali? Al libro di Cameron non manca nulla, contiene le domande e anche le risposte, nascoste tra le righe al riparo dalla banalità.

La trama è essenziale. Nell’anniversario della morte di Tony, il suo compagno, Lyle si reca in visita da una coppia di cari amici: John, fratello di Tony, e sua moglie Marian. Solo che porta con sé il giovane Robert, e questo naturalmente, o meglio “umanamente”, turba i vecchi equilibri. Tutto qui. Eppure il libro è molto bello, perché Cameron riesce a far emergere il significato e l’unicità di ogni parola e di ogni gesto, è capace di svelare la particolarità che sta dietro all’ordinario. Così, nella cornice di un paesaggio verde che ispira calma e serenità, una villa circondata da una campagna lambita da un fiume limpido in cui ci si può anche bagnare, i sentimenti appaiono intricati come una foresta di mangrovie. Indagati, comunque, mai spiattellati.

John si è chiuso al mondo e alla vita, e appena può si rifugia in se stesso rintanandosi nell’orto; Marian si illude di aver superato i propri disagi ma il nervosismo la tradisce; Robert, bello, giovane e talentuoso, cerca in Lyle quella sicurezza che gli manca; Lyle non ha veramente dimenticato e il suo cuore è come avvizzito. La prosa è impeccabile e il ritmo dei dialoghi scandisce la narrazione con intelligenza e precisione. Non c’è biasimo, ma solo comprensione e indulgenza negli occhi dell’autore, che osserva le vicende dei suoi personaggi con rispettoso coinvolgimento. Per noi deve essere lo stesso. Consigliato a chi ama la letteratura. 

Forse la vita è come una vacanza. Hai presente che in vacanza fai sempre finta divertirti, ma in fondo, soprattutto verso la fine, non vedi l’ora di tornare a casa? Non desideri altro che essere a casa e dormire nel tuo letto. Forse la vita è così, e te ne rendi conto alla fine. Vuoi solo tornare. Forse siamo in vacanza senza saperlo”.

(tratto da i-libri.com)
 
28/04/2013
Marika Piscitelli (i-libri.com) - redazione@alessandrianews.it
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