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Alessandria

Una Cittadella (chiusa) da salvare

Come nella favola de "la Bella Addormentata", la fortezza alessandrina cadrà da oggi in un sonno profondo lungo almeno 35 giorni. Mentre la Polizia Municipale indaga sulla presenza di amianto e attività illegali al suo interno, da settembre si risveglierà con regolamenti comunali per l'assegnazione degli spazi, un punto turistico gestito da Costruire Insieme e, forse, la riapertura di un bando per la sua gestione
ALESSANDRIA - E’ ufficialmente partito il conto alla rovescia per la riapertura della Cittadella, da oggi chiusa, insieme a via Pavia, per l’ultimazione dei lavori al Ponte Meier. Ileana Spriano, presidente del Fai alessandrino, è stata fra le voci autorevoli che hanno caldeggiato questa scelta, spiegando come “non sussistono le necessarie garanzie di sicurezza per consentire alle persone di passare dalla porta di soccorso, in parte pericolante”.

Fra l’indignazione generale - l’appello di Fratelli d’Italia è solamente l’ultimo in ordine di tempo - la fortezza del 700 pare non trovare pace, e forse mai come oggi avere un futuro incerto davanti a sé. L’Amministrazione ha fatto sapere che, dopo i nostri servizi sullo stato di abbandono della Cittadella, fra amianto, abitazioni e orti abusivi, rifiuti industriali, ma perfino pullman e corriere lasciati a marcire fra i bastioni, è stato richiesto l’intervento da parte della Polizia Municipale, che ha seguito i percorsi da noi suggeriti e raccolto diversi rilievi. “La sfida sarà ora quella di riuscire a intervenire, per esempio rimuovendo i mezzi pesanti che si trovano lì - spiegano dalla Giunta - ma l’operazione è tutt’altro che semplice, e bisogna trovare i fondi per portarla a termine”.

Intanto le polemiche sul futuro - e sul presente - della fortezza non mancano. Da più parti sono stati sollevati dubbi sull’opportunità di ospitare concerti ed eventi simili fra i bastioni e nella piazza d’armi, considerando che le vibrazioni prodotte da suoni ad alto volume potrebbero facilitare nuovi crolli sui tetti, martoriati dall’ailanto e dalla mancanza di manutenzione. Mentre non si placa la polemica sull’utilizzo o meno delle persone richiedenti asilo in città, che potrebbero affiancare i detenuti anche in futuro per combattere le piante infestanti, è l’assessore alla Cultura Vittoria Oneto a confermare l’intenzione di rilanciare - a partire da settembre - la Cittadella affidandone in parte la gestione al personale di Costruire Insieme, con gli obiettivi di “garantirne l’apertura con costanza, ma anche di mantenerne un presidio e un controllo costanti durante le manifestazioni che vi si potrebbero svolgere, oltre ad accompagnare i visitatori lungo le visite guidate - oggi gestite interamente dai volontari Fai - facendo pagare un piccolo ticket a chi ne vorrà usufruire e tenendo aperto anche un punto informativo dedicato al turismo e alla promozione della città. Il tutto - garantisce l’assessore - in un rapporto di sinergia con i volontari del Fai e i bersaglieri, che hanno svolto, e continueranno a svolgere, un lavoro preziosissimo”.

L’obiettivo di settembre sarà anche quello di regolamentare tutte le presenze in Cittadella, considerando che, ad oggi, esistono accordi di utilizzo informale e che ci sono spazi gestiti internamente senza che vi siano documenti a normare in maniera trasparente l’assegnazione. “E’ un problema di sicurezza - ha ricordato l’assessore - ma anche tecnico, perché la struttura è proprietà del demanio e il Comune non ha il potere di stipulare certi tipi di accordi in prima persona. Bisognerà trovare soluzioni normative che consentano di farlo, ma siamo assolutamente decisi a prendere in mano questa situazione e a fare finalmente chiarezza su tutti i soggetti che la utilizzano, per cosa sono autorizzati a farlo, a quali condizioni e in quali luoghi”.

Il tutto, in attesa di novità sulla riapertura del bando che potrebbe assegnare la gestione della Cittadella in futuro a privati, o a una soluzione mista che tenga insieme pubblico e privato, ciascuno con suo ruolo. Tempi certi in questa direzione pare non ce ne siano ancora, così come sicurezza che vi siano soggetti privati davvero interessati alla struttura, che porta con sé molti vincoli ed enormi costi di ristrutturazione. Quel che è certo è la Cittadella da oggi cadrà in un sonno lungo almeno 35 giorni, il tempo necessario all’ultimazione del cantiere per il Meier, con l’Amministrazione di Palazzo Rosso che continua a rassicurare chi teme che per raccordare il ponte con l’attuale manto stradale non basti solamente lo spazio antistante il piccolo parcheggio di via Pavia ma sia necessario “invadere” parte della Porta Reale. Questo sì che sarebbe un danno irreparabile, considerando che uno dei valori più grandi della Cittadella a livello europeo è proprio dovuto dall’aver mantenuto nel tempo i suoi argini intatti, senza che la città, come avvenuto altrove, l’abbia in parte inglobata e trasformata “integrandola” con raccordi viabili e altre operazioni distruttive.
3/08/2015
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