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Alessandria

Sì al mercato coperto agli Orti, no (per ora) alle tre rotonde

Il Consiglio comunale ( e la commissione Territorio prima) accetta la proposta di deroga del Piano esecutivo e lascia per ora in disparte tutta la parte relativa alla viabilità di quella zona, che sarà trattata in un secondo momento. Locci, M5S e altri della minoranza propongono una mozione collegata, che non viene accolta
 ALESSANDRIA - Tante le riflessioni che passano con facilità dal valore economico, a quello sociale, da quello urbanistico a quello commerciale. Per un progetto che però “sarebbe comunque stato fatto e che non necessita quindi dell'approvazione dell'opera dal Consiglio comunale” perchè si tratta di una proprietà di privati. Questo ha cercato di ricordare (in tutte le lingue ormai, ndr) l'assessore Marcello Ferralasco in sede di commissione prima (convocata per ben tre volte per discutere di questo provvedimento) e di Consiglio comunale poi.
“Quello che noi oggi presentiamo e su cui il Consiglio si deve esprimere è una deroga, che permette di velocizzare la burocrazia e tutti i passaggi del Piano esecutivo, con un passaggio diretto”. Nulla altro, perchè il proprietario dell'area un'idea su quello che verrà in quella zona degli Orti già ce l'ha. Quello che invece si è riuscito – almeno per il momento a fermare – è la parte che si riferisce alle opere di viabilità come scomputo degli oneri di urbanizzazione (circa 477 mila euro) a carico delle due società private. Le ormai note tre rotonde tra viale Teresa Michel e le vie ad intersezione che hanno scatenato il pandemonio. Sulla loro posizione “ferrea” restano i 5 Stelle: “non c'è tutto questo traffico in quella zona, se non per tre ore alla settimana al mattino quando c'è il mercato in piazza Perosi. Non hanno senso quelle tre rotonde. Al massimo una, quella ad intersezione con il lungo Tanaro”. Ad accodarsi sono altri membri della minoranza, come Emanuele Locci, Maurizio Sciaudone, che hanno presentato una mozione collegata a questo provvedimento. “Le rotonde non servono, la spesa per la loro realizzazione sembra un po' gonfiata: non le facciamo e prendiamo il denaro degli oneri di urbanizzazione per fare altro, come sistemare i crateri delle strade che ci sono anche agli Orti”. Questo i consiglieri lo chiedono come impegno all'amministrazione. Una proposta che “detta legge”. Ed è proprio questo aspetto e questo metodo “da imposizione” che la fa bocciare, ottenendo il parere non favorevole (proprio per l'impostazione) dell'assessore.

Su altri aspetti si concentrano invece le preoccupazioni dell'ex sindaco Piercarlo Fabbio, che già in commissione aveva sottolineato i lati positivi di questo progetto, e del presidente della Lega Nord, Roberto Sarti. “Sotto il profilo sociale, che cosa vorrà dire e a cosa porterà questo nuovo insediamento? Agli Orti i negozi, cosiddetti di vicinato, sono un luogo di aggregazione”. Gli Orti sono quasi un “sobborgo rurale” dove i negozi hanno un ruolo di socializzazione. “E ora? Che ne sarà di loro? Questo progetto sicuramente su questo aspetto inciderà”. E poi ricorda anche l'aspetto di “attuale debolezza dei mezzi pubblici” per le persone che non si spostano autonomamente con le proprie auto. A “Una perdita di contatto tra il cittadino e il piccolo negozio sotto casa” ha aggiunto il leghista Sarti, definendolo un provvedimento calato dall'alto, senza il confronto con le rappresentanze di categoria, che non prende in esame nemmeno le criticità che potrebbe causare anche a quelle nuove nuove attività che apriranno in Borgo Rovereto, agevolate dal bando per le start up e che in una città come Alessandria sono vicinissime. Sulla poca convinzione di questa operazione, di questo progetto interviene anche il capogruppo di maggioranza, Fabio Camillo, “ricordando come questo non sarà un centro commerciale di grande distribuzione. E che se è così è solo grazie a questa amministrazione che nel 2013 ha modificato la destinazione d'uso di quell'area dell'ex mercato ortofrutticolo, che la precedente amministrazione aveva lasciato come insediamento di un possibile grande distributore commerciale”.

L'assessore Ferralasco prova a vedere la medaglia rovesciata, guardando quindi l'altra faccia: “intanto le difficoltà per i negozi di vicinato potrebbero arrivare anche dall'isolamento che ormai contraddistingue in materia economico-commerciale quella zona”. Ovvero difficoltà se un negozio si trova in un “luogo solitario”. E poi questo innesto non altera la destinazione storica dell'ex mercato coperto, “ma al massimo la tramuta, al passo con i tempi”. Anche le stesse opere viabili – sebbene ad oggi accantonate – sono esaminate intanto affinché si possano “coniugare nel modo migliore con le altre realtà presenti, come l'Università” spiega Ferralasco, ma anche “perché sono soggette anche a prescrizioni a livello normativo regionale, che prevede che entro certe dimensioni dell'innesto si devono prevedere studi di viabilità e opere accessorie in quella materia”. Le strade “larghe e grosse, come viale Teresa Michel non sono le più sicure. Anzi. Soprattutto non lo sono per i pedoni”. E in quella zona il flusso viabile si presume possa crescere dopo l'apertura del nuovo ponte Meier: “questa zona potrebbe essere presa come alternativa al percorso su spalto Rovereto”. E comunque visto che la preoccupazione è anche quella di non poter ottenere denaro da investire in altre opere, in sede di commissione e anche di Consiglio è stato ricordato come “oltre alla parte di oneri di urbanizzazione, c'è anche una parte di contributo di costruzione, che rappresenta il 5% del costo dell'intervento, stimato in circa 13 milioni di euro”. Pertanto non è vero che per il Comune ci sono zero introiti: si parla comunque di circa 400-500 mila euro. Anche senza scomputo oneri di urbanizzazione. Il sì al progetto, senza rotonde per ora ottiene il voto favorevole della maggioranza (18 voti), il voto contrario di Raica del Gruppo Misto e l'astensione di Fiorentino (FdS), Pdl, Lega Nord, Udc e Movimento 5 Stelle (in totale 9 voti).
24/12/2014
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