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Politica

Contro l'inquinamento, "più aree pedonali e meno automobili"

L'aria della città di Alessandria è inquinata: polveri sottili, biossido di azoto e ozono diventano un problema sempre più urgente. Lombardi propone "parcheggi periferici serviti da una rete di navette". Di Filippo: "Occorre un piano traffico e trasporti per non trascinare oltre la discussione". Di Salvo. "bisogna fare in fretta"
POLITICA - A chiedersi che aria tiri in Alessandria si presta il fianco a facili doppisensi e a battute agrodolci. La domanda, però, è molto più concreta di quel che si può credere: indipendentemente dalla direzione del vento, l'aria di Alessandria è inquinata. Polveri sottili, biossido di azoto, ozono: pare proprio che quello che quotidianamente entra nei nostri polmoni sia un argomento importante e delicato, che merita una riflessione.
E la riflessione, in effetti, c'è stata: se ne è parlato ieri pomeriggio, martedì 24 marzo, nel corso di una commissione comunale che aveva come obiettivo l'analisi della qualità dell'aria di Alessandria, alla ricerca di possibili soluzioni. Ad introdurre la discussione, gli interventi dell'Assessore all'Ambiente e alla Salute, Claudio Lombardi, e delle responsabili per Arpa, Donatella Bianchi e Laura Erbetta. "Ad influenzare lo stato di salute dell'aria di Alessandria - ha spiegato Lombardi - sono diversi fattori: il traffico veicolare ed il riscaldamento, certo, ma anche il particolare clima della Pianura Padana, con l'inversione termica e una ventilazione modesta. A queste si sommano poi le caratteristiche specifiche di Alessandria, città con molti sobborghi che necessitano di mezzi privati. In realtà, i tre fattori più pericolosi per la salute umana (il PM10, il biossido di azoto e l'ozono), sono diminuiti nel corso dell'ultimo decennio, anche se i valori restano al di sopra dei parametri stabiliti dall'Europa. Le soluzioni, però, ci sono".

L'assessore spiega così le linee guida da lui individuate per arginare il problema: "ridurre i veicoli inquinanti, creare aree pedonali e zone a traffico limitato, incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici. Ma anche realizzare parcheggi periferici che trovino una buona rete di navette che portino verso il centro, scoraggiare l'attraversamento della città e realizzare aree di parcheggio: penso a piazza Gobetti, con un parking multipiano, o a piazza Garibaldi, liberata dal mercato. Nei casi più delicati, poi, non è esclusa una circolazione a targhe alterne. A Spinetta Marengo, invece, via libera alla zona 30 in via Genova, per ridurre la velocità". Ma non è tutta colpa delle automobili. "Distinguiamo - ha spiegato la dottoressa Erbetta - due diversi tipi di inquinamento da polveri sottili. Mentre il primo dipende effettivamente dai fattori inquinanti classici, il secondo si forma in atmosfera ed è indiretto. Va da sè che ridurlo è molto più complesso, perché dipende da fonti naturali ed antropiche, e richiede interventi costosi. Siamo ormai arrivati allo zoccolo duro, la parte più difficile da far scendere". A far la differenza è anche la piovosità, la classe dei veicoli (un veicolo Euro 1 inquinerebbe quanto trenta Euro 5) e la diffusione delle stufe a legna e a pellet, presenti ormai anche in città. 
"Ci piacerebbe - ha commentato il consigliere Domenico Di Filippo (M5S) - che ci fossero un piano traffico, un piano trasporti, che consentissero di non trascinare oltre una discussione che va avanti da molto tempo. Del resto, ci sembra anche che questa commissione esista per dare alla città il teleriscaldamento, un boccone avvelenato per gli abitanti ma appetibile per la ditta che se ne occuperà. E poi, come si spiega il calo dei valori di inquinamento ma non delle patologie legate ad esso?  E come possiamo aver fiducia in una amministrazione che ha negato l'Osservatorio Ambientale alla Fraschetta?".
"Il problema dell'inquinamento dell'aria è noto - aggiunge Piercarlo Fabbio (Pdl) - e le proposte presentate dall'assessore ci sembrano simili a quelle delle amministrazioni precedenti, che avevano anche siglato un patto per far calare del 20% le emissioni di CO2. Sarebbe utile che i nostri provvedimenti avessero, accanto ad una copertura in termini economici, anche una a livello ambientale, e che le proposte presentate indicassero i costi necessari per sostenere i progetti. E' evidente come il solo intervento comunale non sia sufficiente, ma per poter contare su sostenitori privati dobbiamo rendere appetibile il progetto: è difficile trovare chi finanzi qualcosa di inviso alla popolazione. I nostri sforzi dovrebbero poter garantire servizi pubblici di alta qualità a basso inquinamento: con quegli autobus, ad esempio, quanto si andrà avanti?".  
 
"Mi aspettavo una visione più lungimirante - commenta Francesco Di Salvo (Pd) - e, se per poter avere un Piano Generale del Traffico Urbano è necessario aspettare il nostro interlocutore, la Regione Piemonte, resta il fatto che politiche efficaci, in tal senso, dovrebbero poter restare invariate, nonostante le diverse amministrazioni, proprio perché si parla della salute dei cittaidini. Quanto alla velocità delle decisioni, poi, occorre fare in fretta". 
25/03/2015
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