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Alessandria

Anche ad Alessandria "orari fissi" per le slot machine

E' stata finalmente approvata dall'amministrazione comunale l'ordinanza che limita gli orari all'interno di esercizi commerciali, bar, circoli privati delle cosiddette "macchinette". Obbligo di esporre cartelli che indicano gli orari e spegnimento totale delle slot machine, staccando la spina
 ALESSANDRIA - Si attendeva ormai da tempo. Un freno al gioco d'azzardo con l'ordinanza sugli orari fissi per l'uso delle cosiddette “macchinette” l'ha messo anche il Comune di Alessandria. La prima in Piemonte- dopo le regole dettate dalla legge Regionale per prevenire i danni della ludopatia – è stata Asti. Ora anche Alessandria ha imposto orari fissi per il gioco alle slot machine all'interno di sale giochi, esercizi commerciali, bar, circoli pubblici e privati. E tutti i negozi e gli esercizi hanno l'obbligo di esporre un cartello con l'orario previsto e di staccare la spina nelle ore di non funzionamento, ovvero di spegnere del tutto le macchinette.

L'ordinanza uscita in questi giorni che riporta la data del 20 settembre 2016 differenzia gli orari di sospensione in base alla tipologia di attività. Così “per sale gioco e esercizi di gioco lo stop è per tre ore, dalle 12 alle 15”, mentre per gli “esercizi pubblici e commerciali, circoli privati, tutti i locali pubblici o aperti al pubblico le prime e le ultime due ore dell'orario individuale di apertura”. Così ad esempio su una vetrina del centro si legge “9.30-17.30”. Mentre per quegli esercizi pubblici e commerciali che hanno una apertura sulle 24 ore, gli orari sono precisi: lo stop è “dalle 7 alle 10 e dalle 17 alle 20”. Uno stop, di media, di 4 ore. Che deve trovare riscontro con la necessità di una riduzione di accessibilità al gioco d'azzardo, senza però sfociare in un eccessivo proibizionismo, col rischio di ottenere il classico “effetto contrario” di reazione.

Quello che ancora rappresenta un “buco nero” sono le difficoltà di gestione di questa materia per i singoli comuni con le questure e le prefetture, ovvero con gli altri enti coinvolti nella gestione. La legge Regionale, infatti, sebbene metta nelle mani del sindaco maggiori poteri di prevenzione del fenomeno della ludopatia, non è però riconosciuta dalla Questura ad esempio sotto l'aspetto sanzionatorio. Che dovrebbe quindi toccare al Comune...Insomma ancora molto è da costruire, a partire dal livello più alto della catena, quello nazionale.
10/10/2016
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