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Alessandria

Amag Mobilità rivede parte del Piano di Mobilità sostenibile. Cosa si può realizzare e cosa no?

La commissione Bilancio ha ospitato i vertici di due aziende del gruppo Amag: Alegas e Amag Mobilità che hanno presentato i risultati di amministrazione dell'anno 2017. Amag Mobilità entro la fine del mese dovrebbe consegnare a Palazzo Rosso il documento "revisionato" sul Tpl, parte integrante per il Piano urbano di Mobilità sostenibile. Inatnto dialogo aperto anche con MetroPark per l'area a fianco la stazione: diventerà la stazione degli autobus?
 ALESSANDRIA - “Il piano urbano della mobilità sostenibile – cosiddetto Pums – andava rivisto”. Questa è una certezza che emerge dalle parole del vicesindaco Davide Buzzi Langhi nel corso della commissione Bilancio che ha presentato i conti dell'azienda di trasporto pubblico locale, Amag Mobilità e anche quelli di Alegas, altra società sotto il gruppo Amag.

Il piano redatto dalla precedente amministrazione andava ripreso in mano alla luce della nascita di una nuova azienda, quella che si occupa di trasporti (oggi per la maggioranza delle quote sotto la Line Pavia) e che come è stata definita per il suo bilancio 2017 dal direttore Franco Repossi è allo “start up”, cioè ad una fase iniziale di sviluppo. Che ha portato comunque ad un utile positivo per oltre 150 mila euro e che per la fine di giugno, con il lungo lavoro di tutti i primi mesi 2018, darà un nuovo documento di analisi del Tpl, creato ad hoc sulla situazione attuale e non più basandosi su analisi e verifiche fatte nel 2016, pieno anno di crisi per l'azienda.

Un documento che è parte integrante del Pums, che si basa appunto su tre aspetti di ricognizione: trasposto, viabilità e sosta. “Il vecchio piano di mobilità era ideale e non concretizzabile – ha spiegato Buzzi Langhi – 17 milioni di costi in 10 anni, con l'estensione di aree a parcheggio a pagamento (che oggi sono libere). E non credo che sia quello che vogliono i cittadini. Tanto meno è quello che vuole questa amministrazione”. Inoltre erano previsti cospicui acquisti di nuovi mezzi da parte di Amag Mobilità, che non erano però fattibili, anche per la mancanza di risorse consistenti che sarebbero dovute arrivare dalla Agenzia della Mobilità e che invece rispetto al passato diminuiscono sempre più quasi a scomparire. Questo anche per l'attenzione della stessa Agenzia della Mobilità, troppo “Torinocentrica”, con la quale Alessandria vuole fare la voce grossa per ottenere un altro tipo di considerazione.

Un percorso di revisione della mobilità cittadina che “deve essere accelerato” secondo l'ex assessore Pd, Giorgio Abonante, “perché se i cittadini prendono o no i mezzi pubblici o si spostano con la propria auto, dipende in buona parte da questo piano, dalla programmazione che si vuole dare a questa città in materia di mobilità”. E non dipende solo dal servizio offerto.

Che è comunque migliorato, con un calo delle segnalazioni di problematiche da parte degli utenti e che ha visto già 14 nuovi mezzi, altri due a metano e che ora attende “due navette elettriche”. Amag Mobilità si farà carico anche di installare delle colonnine di ricarica elettrica in alcuni punti strategici della città. Ma anche in questo caso, gli investimenti vanno fatti guardando la “fotografia” reale della propria località. “E dalla motorizzazione ci arrivano conferme che le immatricolazioni di mezzi elettrici qui si può contare sulle dita di una mano”.

Più importante è riuscire a creare “ordine” nella gestione degli spazi, così come del servizio rendendo tutto più facile a chi vuole salire su un autobus. Ad oggi intanto per i “portoghesi”, ovvero coloro che non pagano il biglietto, è stata creata una “task force” di otto persone addette appunto alla verifica dei titoli di viaggio. “E sono state emesse un congruo numero di sanzioni, con un 30% di multe 'oblate a bordo' ovvero pagate direttamente a bordo del mezzo”. Tutto in attesa di poter viaggiare con la “bigliettazione unica regionale” a cui Amag Mobilità sta lavorando con la Regione, così da avere un'unica tessera con cui muoversi sui mezzi pubblici del Piemonte.

Dialogo aperto anche con la MetroPark, l'azienda sotto le Ferrovie dello Stato, che gestisce il parcheggio adiacente la stazione FS. “Intanto la parte (un terzo dello spazio) oggi destinata a parcheggio a pagamento sarà rimessa a posto, con nuova segnaletica e con una campagna per far conoscere quello spazio, che molti cittadini credono essere destinato agli addetti ai lavori delle Ferrovie”. Mentre la parte a fianco al parcheggio, oggi inutilizzata, potrebbe diventare un “movicentro” ovvero la stazione degli autobus, “per avere uno spazio unico, definito, di sosta, come punto di partenza e di arrivo, che sarebbe sicuramente ben gradito dai pendolari che utilizzano i mezzi pubblici per arrivare fino in stazione”. L'area sarebbe quindi messa a disposizione da MetroPark. Ma questo – come altri - è un discorso ancora aperto.....che in termini di bilancio, deve pur sempre fare i conti e tener presente i costi a carico dell'azienda.
15/06/2018
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