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Alessandria

Alessandria e Asti dettano le “linee” per migliorare il collegamento ferroviario delle due province

E' stato votato dal Consiglio comunale di Alessandria l'ordine del giorno sui “Servizi ferroviari indispensabili” nell'area del Piemonte Sud-Orientale che ha messo la firma sul documento che è stato condiviso da Comune e Provincia di Asti, oltre che dalla Provincia di Alessandria che lo dovranno approvare nelle rispettive assemblee per poter dire di fare davvero “fronte comune” in questa battaglia “per il bene dei due territori e delle comunità locali”
 ALESSANDRIA - “E' imprescindibile per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori di Alessandria e Asti non solo un ottimo collegamento ferroviario con il capoluogo regionale, ma anche una efficace connessione con i principali centri del Piemonte, delle Regioni confinanti e con la Capitale e l'area Meridionale del Paese”. Questo è il punto di partenza dell'ordine del giorno sui “servizi ferroviari indispensabili per il trasporto delle persone nell'area del Piemonte Sud-Orientale” votato dal Consiglio comunale di Alessandria che ha messo “la firma” e i “paletti” su un documento condiviso anche con la Provincia alessandrina e con il Comune e la Provincia di Asti sulle richieste rivolte a Regione Piemonte attraverso l'Agenzia per la Mobilità, al Ministero dei Trasporti e alle Ferrovie dello Stato per non lasciare “i due territori piemontesi e le loro comunità marginalizzati in materia di trasporto su ferro”.

Una condivisione di un documento – redatto dal vicesindaco Davide Buzzi Langhi per l'amministrazione comunale, il consigliere Giorgio Abonante del Partito Democratico da cui era partita l'iniziativa con la presentazione di una mozione e con il contributo di un “tecnico” della materia, il consulente Angelo Marinoni e sottoscritto da tutti i gruppi consiliari tanto di maggioranza che di minoranza – con una seduta aperta di Consiglio comunale alla presenza del presidente della Provincia di Alessandria Baldi, del sindaco di Asti Maurizio Rasero, del presidente della Provincia astigiana Marco Gabusi, dell'assessore comunale Mariangela Cotto e del presidente del Consiglio comunale di Asti, Giovanni Boccia oltre ad un paio di consiglieri comunali (Bassi e Vanzino) seduti tra i banchi della maggioranza. Consiglio comunale alessandrino che fa quindi da capofila in questa “battaglia” con l'approvazione di un documento (il primo, perché ne dovranno seguire altri molto più tecnici) che anche le altre assemblee potranno sottoscrivere nei rispettivi Consigli comunali e provinciali. “Un documento che precede un momento di dignità storica. Non era mai successo che i Consigli comunali e provinciali di due città si unissero per un'azione come questa” sono state le parole di Abonante, che ha richiesto quindi “unità d'intenti” da parte di tutti....all'interno della maggioranza di centro destra (dopo l'attacco con il comunicato della Lega Nord arrivato nei giorni di Natale, ndr). Una condivisione che è arrivata dai banchi di maggioranza con le parole del capogruppo della Lega Nord Evaldo Pavanello che ha parlato di “responsabilità che tutti ci si sta prendendo” e auspicando l'impegno della Regione “da chiunque sarà governata” (viste le imminenti elezioni, ndr) perché utilizzi tutte le leve possibili porre attenzione su questi due territori del Piemonte.

Una “azione di forza” come è stata definita dal vicesindaco cui dovranno seguire altri incontri e discussioni più “tecniche” per poter dare il massimo contributo e le linee guida politiche necessarie ad evitare l'isolamento del territorio sia di Alessandria che di Asti oltre che chiedere un miglioramento dei treni e dei collegamenti tanto sul versante tirrenico che su quello per Milano. Proprio per questo è stato deciso di dare un nuovo compito a Slala: portare avanti una serie di studi e di lavoro anche per quanto riguarda la mobilità delle persone (e non solo quello merci come fa già adesso). “Studi che serviranno per creare nuovi documenti più precisi e tecnici per poter proseguire a fare le richieste più appropriate possibile”. Così Slala dovrà mettersi da subito al lavoro, visto che a fine gennaio del nuovo anno il vicesindaco Buzzi Langhi vorrebbe già un primo report su quanto fatto in una apposita commissione consiliare. Sarà necessario costruire un “bagaglio” di considerazioni socio -economiche da portare all'attenzione delle istituzioni preposte secondo il sindaco Cuttica di Revigliasco che ha ricordato il coinvolgimento anche dell'università. E ora la “coralità” con due province, due territori più vasti che si pongono un problema comune: potenziare i collegamenti ferroviari. “Così che anche tutti i più piccoli comuni di cui sono formate le due province, di Alessandria (190) e di Asti (118) possano avere dei collegamenti degni, dopo le razionalizzazioni degli ospedali e dei tribunali già avviate e il depauperamento del servizio e del costo del servizio di trasporto del 40% per i nostri territori” come hanno ricordato i due presidenti delle provinciali, Baldi e Gabusi.

Il documento nelle premesse mette in evidenza “l'evoluzione dell'offerta del trasporto ferroviario con le conseguenze negative per l'utenza e l'economia locale e anche la costante diminuzione del ruolo delle strutture ferroviarie alessandrine e astigiane lungo la direttrice tirrenica”. E sottolinea come si debba evitare “che i territori siano marginalizzati con la riduzione dei treni precedentemente previsti o non attivando nuovi collegamenti nelle direzioni di Milano, Piacenza-Bologna e Novara” vista anche la petizione promossa da Alessandria e sottoscritta da migliaia di cittadini “In un'ora sola ti vorrei” per un migliore collegamento cadenzato con il capoluogo lombardo. Per il quale l'agenzia della Mobilità piemontese aveva parlato di “tempi ancora lontani” per vedere un collegamento veloce, mentre Marinoni ha prospettato pochi mesi (6?) affinché i tecnici regionali possano avviare almeno alcune azioni. Come unificare alcuni regionali Alessandria- Asti e Asti-Voghera – ad esempio – per uniformare la tratta milanese. Oppure ancora “estendere il Tortona-Milano ad Alessandria e Asti, dando così due coppie di treni in più”.

Viene meno il riferimento al principio di “domanda” che è strettamente legato a quello dell'”offerta” e che potrebbe mettere i bastoni tra le ruote alle richieste che si vogliono avanzare. Che è il grande punto di forza secondo il consigliere Abonante. “Una domanda che oltretutto c'è. Ma che non viene corrisposta da una giusta offerta di servizi” come ha evidenziato il capogruppo di Forza Italia Maurizio Sciaudone.

Le richieste rivolte quindi a Regione e Agenzia per la Mobilità sono di “perseguire una migliore programmazione con le Regioni confinanti nell'ambito del Tpl e del servizio ferroviario regionale del Nord-Ovest correggendo le oggettive penalizzazioni delle province alessandrina e astigiana nei collegamenti interregionali, tenendo meglio conto delle esigenze territoriali delle due province e dello sviluppo del sistema economico del Piemonte Sud-Orientale”. A Trenitalia del Gruppo Ferrovie dello Stato, con l'appoggio della regione Piemonte si chiede di assicurare adeguati collegamenti a lunga percorrenza sulla dorsale tirrenica per Roma e su quella adriatica per la Puglia, tenuto conto dell'importante bacino di utenza rappresentato dalle province di Alessandria e Asti, dallo sviluppo economico delle stesse e della sopravvivenza socio-demografica delle aree non metropolitane”. Insomma per dirla come Giorgio Abonante per non essere più “il primo tra gli ultimi e l'ultimo tra i primi. Il Sud del Nord” in materia di trasporto e collegamento ferroviario.

Problematiche comuni che hanno portato il sindaco di Asti Rasero a parlare di “disponibilità a fare un percorso comune con Alessandria” con una battaglia comune “senza distinzioni di colore politico né territoriale. E lo si farà “recependo il vostro ordine del giorno e facendolo anche nostro”. Asti quindi non si tira indietro e si dice pronta a sedersi al tavolo delle trattative con la Regione Piemonte in primis, che da anni (almeno un decennio) ha puntato tutto su Torino. Stessa idea del primo cittadino di Alessandria. Il documento è stato votato quindi all'unanimità da tutti i consiglieri comunali alessandrini: 27 voti a favore. E applausi alla fine di una seduta “storica”.
28/12/2018
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