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Alessandria

Quant'è la fiducia degli Alessandrini nel prossimo e nel futuro?

Dal report Ires ecco il quadro per la nostra provincia in merito a popolazione, economia, livelli di istruzione, salute, sicurezza, abitare, clima sociale e mobilità. Siamo più o meno ricchi rispetto al resto della regione? Quanti sono i reati in provincia? Ci sentiamo più o meno sicuri rispetto ad altre realtà?
ALESSANDRIA - Conoscere il proprio territorio è il primo passo per poterlo capire e per qualsiasi ragionamento fondato sugli interventi necessari per migliorarlo, sul fronte economico ma più in generale sulla qualità della vita, sia reale che percepita. Uno strumento prezioso di aiuto è il rapporto periodico dell'Ires, che produce un focus dedicato al quadrante al sud-est, comprendente le province di Alessandria e Asti. Quale quadro emerge dall'ultima analisi? Scopriamolo insieme, prendendo in considerazione in particolare, in questa prima puntata, l'asse 1, quello dedicato a società ed economia. 

Popolazione
Il nostro è il quadrante (rispetto a tutti quelli regionali) con il declino demografico più marcato e di conseguenza con l’età media più elevata: anche la percentuale di popolazione straniera è la più alta in regione. 



Andamento complessivo
Variazioni demografiche nel medio periodo (2010-2016) negative e superiori alla media piemontese (-2,9% contro -1,5%). Cedimento ancora più evidente se confrontato con alcune province non piemontesi del Nord. In Piemonte solo Biella e Vercelli hanno parametri peggiori. Dinamica simile in un arco più lungo (2001-2016): crescente ma inferiore alla media piemontese (+2,7 vs +4,2%).

Invecchiamento
Alessandria ha l’indice di invecchiamento più alto del Piemonte e l’età media più elevata dopo Biella (48,2 contro 48,4, mentre la media di quadrante è 47,8 anni). Rispetto al gruppo di confronto extra regionale (età media 46,4) solo Savona ha un’età media più elevata, sia di Alessandria sia del quadrante intero.

Dinamica migratoria
Intensa la dinamica migratoria, con il valore più elevato della regione: media di popolazione straniera nel quadrante Sud-Est 10,7%, mentre la media regionale è 9,6%, con il contributo di entrambe le province e con valori più elevati ad Asti. Valori disomogenei nel gruppo extra-regionale ma con una media più elevata (11,1% nel complesso).

Economia
Il sistema produttivo ha sofferto più degli altri quadranti ed è il più lontano dai livelli pre-crisi. La disoccupazione, anche se inferiore alla media regionale, è elevata ad Alessandria, mentre il numero di famiglie con difficoltà di bilancio è elevato in entrambe le province del Sud-Est.



Dimensione
Peso occupazionale e PIL totale (13,9 in entrambi i casi) sono inferiori a quello demografico (14,7). Il tasso di occupazione è relativamente basso e inferiore alla media regionale (64,0 vs 64,4) ma superiore al quadrante torinese (63,9).

Dinamicità
La dinamica del PIL sconta l’effetto crisi più della media e degli altri quadranti. Fatto pari a 100 il PIL p.c. pre-crisi (2007) quello del 2017 è pari a 87,0, contro 90,6 del Piemonte. Il gruppo di confronto extra regionale, in crescita prima della crisi a tassi della metà circa del Sud-Est piemontese, Frena ancor più: 84,1 rispetto a dieci anni prima, risultato condizionato soprattutto da Pavia.

Creazione di benessere materiale
Tasso di disoccupazione di poco sotto la media ma alto ad Alessandria (10,8 contro 9,6 regionale). Il divario con le province del Nord scelte come raffronto è ancora più netto: 10,8 contro 7,3
Distribuzione del reddito meno squilibrata della media e secondo miglior quadrante dopo il Nord-Est, con un indice di Gini di 0,374, inferiore a quello piemontese (0,385) e quindi più egualitario, soprattutto ad Alessandria (0,371 la minore diseguaglianza in regione, a parte Vercelli). Buono anche il raffronto con le province extra-piemontesi, dove l’indice di Gini assume valori superiori: 0,387 nel complesso, più o meno come la media piemontese. Il 30,0 delle persone ha problemi di bilancio per casa, debiti o cure sanitarie: la situazione più problematica di ogni provincia piemontese, mentre il raffronto con le pro- vince del Nord non è disponibile.

Istruzione
Partecipazione nella media, con un deficit nella dotazione di laureati. Risultati inferiori alla media in italiano. Buona l’integrazione italiani-stranieri nella scuola.



Partecipazione
Inferiore alla media e come quadrante soprattutto per i bassi valori di Asti. La dotazione di titoli scolastici oltre la licenza media è in media per i diplomati e sotto media per i laureati, anche se il gap è più evidente nel confronto con Torino e il gruppo di province extra-piemontesi. Sul versante della partecipazione, i risultati sono quindi in media.

Efficacia
Competenze inferiori alla media, in base all’indagine INVALSI, prevalentemente in italiano e soprattutto ad Asti.

Integrazione
Valori superiori alla media regionale e agli altri quadranti, in base ai tassi comparati di scolarità di italiani e stranieri per il secondo ciclo delle superiori.

Salute
Dotazione fisica di infrastrutture e soddisfazione per servizi sanitari sono sotto media ma di poco. Buona la percezione soggettiva di salute individuale.



Condizioni di salute
Speranza di vita alla nascita e indicatori di mortalità vicini ai valori medi regionali e di poco inferiori alle province extra-piemontesi confrontate. La percezione soggettiva di salute è buona rispetto alla media: 51,9 fra molto e abbastanza soddisfatti in una scala a 5, contro 49,0 del Piemonte.

Qualità dei servizi
Soddisfazione per i servizi sanitari sotto la media: 52,6 contro 59,8 e solo 47,4 ad Alessandria, peggior valore regionale mentre Asti ha un buon 61,9. Andamento nel tempo declinante in tutta la regione, soprattutto nella seconda parte della crisi, con la soddisfazione scesa di quasi 18 punti dal 77,7 del 2007 al minimo di 49,9 del 2015. Nel Sud-Est questa diminuzione è però maggiore: era 79,1 nel 2007, oltre 26 punti in più del 2017, un declino registrato soprattutto ad Alessandria e la ripresa degli ultimi anni è più debole nel Nord-Est.

Dotazioni di servizi
I dati oggettivi indicano una modesta sotto-dotazione del quadrante in termini di abitanti per posto letto (243 contro 233 in Piemonte e 187 nelle province extra-Piemonte). Analoga situazione in termini di posti per kmq: 3,4 ospedali per 100 kmq contro 4,4 in regione e 4,6 nelle province di confronto. Migliore la situazione relativa per gli anziani: 34 potenziali utenti per posto letto, meno del Piemonte (42) e val medesimo livello delle province extra-Piemonte (35).

Sicurezza
Molto sotto media l’indice sintetico di sicurezza (che tiene conto di fatti reali, percezioni e fiducia. è soprattutto Alessandria, secondo peggior valore regionale dopo Torino, ad abbassare la media.



Fatti
Reati meno frequenti della media, ma questo vale per tutti i quadranti escluso Torino: 62 denunce di furti d’auto ogni centomila abitanti contro 38 a Cuneo e 42 nel Nord-Est. Situazione comunque migliore delle province confinanti di Pavia e Piacenza (112 e 100 rispettivamente). Analoga situazione per i furti nel complesso: 21,3 per 1.000 abitanti, meglio solo di Torino in Piemonte e peggio delle province di riferimento extra-regionali. Denunce in aumento (+4,4) mentre in generale calano in Piemonte e aumentano ancora di più nelle province confinanti extra regione.

Paura
Tre persone su 10 (29,3) vedono con una certa frequenza fatti criminosi o pericolosi (come spaccio di droga o prostituzione: più della media ma con valori disomogenei, il peggiore ad Alessandria e il migliore (dopo Verbania) ad Asti. La percezione di paura riguarda il 39,0 delle persone, un valore vicino alla media.

Fiducia
I dati di relativa buona sicurezza si riflettono nella fiducia in magistratura e forze dell’ordine: molta o abbastanza per il 55,5 contro il 54,6 del Piemonte, inferiori solo a Biella e Cuneo. Fiducia nel prossimo (78,3) superiore alla media e agli altri quadranti e inferiore solo a Vercelli e Verbania. Molto sotto media l’indice sintetico di sicurezza (che tiene conto dei tre aspetti: fatti, paura, fiducia) soprattutto ad Alessandria, secondo peggior valore regionale dopo Torino

Abitare
Segnali di disagio per la qualità abitativa soprattutto ad Alessandria. La difficoltà nella gestione della casa (affitto, bollette) è più grave che altrove in entrambe le province. Mentre le condizioni di rischio (sfratti, impossibilità di sostenere le spese) lo sono di meno. Prezzi molto bassi ad Alessandria, elevati ad Asti.



Disponibilità
Nel periodo 2010-2014 il 3,17% delle famiglie abitanti in case popolari era in situazione di disagio contro un valore medio regionale di un punto in meno. I dati del Clima di opinione IRES Piemonte del 2016 (riferiti a un campione di tutte le famiglie, con e senza problemi abitativi) rilevano che il 28,6 degli intervistati dichiara problemi molto o abbastanza gravi relativi all’alloggio (come media fra dotazioni igieniche, danni alle strutture, affollamento, umidità, luce, rumore, inquinamento, criminalità), contro un valore piemontese del 27,1 e Alessandria ha il peggior valore regionale (31,1%). Umidità, rumore e criminalità sono gli aspetti più negativi in termini relativi, ossia rispetto alla media regionale.

Stabilità
Valori di poco migliori della media, nel 2014 e sulla base dei nuclei familiari di case popolari in condizione di emergenza (necessità di ricorrere all’aiuto economico di soggetti esterni), di rischio (possibilità di sfratto) o di vulnerabilità (sfratto esecutivo). Fatta pari a 1 la media regionale, il Sud-Est aveva rispettivamente 0,96, 0,85 e 0,95. Come valore medio il quadrante è pari al Nord-Est, meglio di Torino e superato da Cuneo, il quadrante con i minori problemi sotto questo profilo. Circa il 45% delle persone in entrambe le province (Clima 2017) dichiara difficoltà economiche per affitto o bollette, la più elevata percentuale in Piemonte.

Prezzi
Prezzi medi delle abitazioni nel comune capoluogo (1.325 euro/mq) inferiori alla media regionale (1.997 euro/mq) e agli altri due quadranti, ma con forte differenza, a inizio 2017, fra Asti (seconda città più cara) e Alessandria (la meno cara del Piemonte).

Clima sociale
Pessimismo più accentuato che altrove e minore soddisfazione per la vita in generale, anche se in ripresa. Buona la socialità con i vicini di casa, almeno rispetto ai valori delle altre province e quadranti.



Fiducia nel futuro
Il saldo fra ottimisti e pessimisti per il futuro della famiglia è negativo (-19,1%) e molto inferiore alla media regionale (-10,9%) a inizio 2017. È il peggior valore fra i quadranti, soprattutto per il valore negativo di Asti. Anche Alessandria i pessimisti superano di molto gli ottimisti: -15,0%, come Novara e leggermente meglio solo di Vercelli.

Soddisfazione personale
Il voto di soddisfazione per la propria vita in generale (da zero a 10) è in calo come in tutto il Piemonte, dove dal 2013 è sceso da 7,2 a 6,6. Nel quadrante Sud-Est è sceso da 7,1 a 6,5, restando sempre sotto la media regionale. Nel 2017 è tuttavia l’unico quadrante in ripresa.

Relazioni con il prossimo
Il livello di fiducia verso il prossimo, in senso generico, è inferiore alla media: 21,5 contro 25,3. Questo in una regione che presenta valori di fiducia di poco superiori alla media nazionale (21,1 contro 20,2 nel confronto dei dati ISTAT) e vicini a quelli delle altre regioni del Nord-Ovest.
Chiacchiera abitualmente con i propri vicini di casa il 36,3% degli abitanti del quadrante contro 31,8 dei piemontesi (solo nel quadrante Nord-Est si registrano valori più elevati: 37,8). Il 30,7% scambia favori con i vicini di casa contro 26,8 dei piemontesi ed è il valore più alto in regione. Analoga situazione per chi trascorre tempo libero con i vicini: 18,4% contro 18,0 della media regionale, 20,8 nel Nord-Est e13.2 nel cuneese. Il Sud-Est è quindi sempre secondo o primo fra i quadranti con valori vicini o superiori alla media in entrambe le province.
Non sono possibili confronti con province extra-piemontesi.

Mobilità
La dimensione dei flussi sistematici è in linea con il peso demografico e l’autocontenimento vicino ai valori medi. Buona l’accessibilità alle principali infrastrutture di trasporto e inferiore solo al Nord-Est il peso dei flussi uscenti con direzione extra-regione, a conferma della vocazione logistica e viaria dei due quadranti orientali.




Dimensione
Dei 2,2 milioni circa di flussi generati nel 2013 nella regione, solo il 14 interessa il quadrante, più o meno in linea con la popolazione, che era all’epoca il 13,4 del totale.

Autocontenimento
I flussi verso l’esterno della regione (9,3% del totale dei flussi uscenti) sono molto superiori alla media (5,1) e inferiori solo al quadrante Nord-Est (13,5).

Relazioni con l’esterno
l tempo in minuti per accedere alle infrastrutture (porti, aeroporti, ferrovie, autostrade) è inferiore alla media regionale: 43,5 minuti contro 49,9, con Alessandria a 41,7 (la provincia più fornita) ma è meglio della media anche il valore di Asti (47,0 minuti). Le province extra-regionali di confronto hanno una media di poco inferiore a 42,4 minuti, con tempi compresi fra 50,7 (Piacenza) e 32,4 (Savona).
25/06/2018
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