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Alessandria

Piscina comunale: per l'apertura ormai si guarda al 2020. E c' gi un "piano B"?

Il terzo bando per la cessione del diritto superficie ventennale della piscina scoperta di lungo Tanaro San Martino tornato in commissione consiliare. Il "paletto" di obbligo inderogabile di apertura per l'estate 2019 stato sostituto con una nuova data, il 2020. Per ora nessuna proposta "formalizzata" con tutti gli atti di legge di project financing e tra i banchi di minoranza (M5s e Pd) si chiede di pensare gi a un "piano B o C". Tra cui la concessione gratuita ad associazioni sportive dilettantistiche?
 ALESSANDRIA -  Quanti anni sono che si va dietro alla “piscina comunale scoperta”?. E quanti bandi sono già stati fatti? Ora ci si riprova. Uscirà il terzo bando per la cessione del diritto di superficie ventennale della struttura di lungo Tanaro San Martino a prezzo ribassato (da 178 mila euro a 133 mila 500). Ci si aspettano offerte a rialzo, ma se ne arrivasse una al ribasso sarà il Consiglio comunale a decidere se accettare oppure no (fino ad un massimo del 50% in meno). Questa è la strada che l'amministrazione comunale ha deciso di provare a percorrere, lasciandosi comunque aperte altre strade, “che possono sempre essere valutate e interrompere così questa strada” come è stato più volte ribadito dall'assessore Giovanni Barosini.

Nel voler percorrere la strada del nuovo bando, però, è stato necessario pensare ad una modifica sostanziale: eliminare o meglio post datare un paletto che era inserito nella delibera di giunta di fine dicembre 2018. “Obbligo inderogabile di apertura entro l'estate 2019”: questo su proposta tecnica del dirigente Robotti rischia di “limitare” la possibilità di partecipanti al bando, di offerte. Visto che si è ormai fuori tempo massimo. Tutti d'accordo sia tra i banchi di maggioranza che di minoranza a posticipare l'obbligo al 2020.

Visto lo stato della struttura e l'investimento necessario per poterla restituire ai cittadini (che secondo Michelangelo Serra del M5S è di almeno 800 mila euro- 1 milione di euro) e le poche possibilità che anche questa “ultima spiaggia” del terzo e ultimo bando per la cessione del diritto di superficie ventennale vada a buon fine, “è necessario iniziare a pensare a dei piani B, C, D...a delle soluzioni alternative”.

Non si è mai aperta davvero la strada del project financing: un progetto di investimento privato che sembra esistere, ma che di fatto sulla carta non è formalizzato perché non è mai stato presentato secondo i crismi di legge, ovvero con tutta la documentazione che le norme prevedono nella presentazione di un progetto di finanza privata. Che per tutte le procedure amministrativo-burocratiche che si devono seguire e per tutti i passaggi necessari prevedono un tempo di almeno ancora un anno davanti. Come se non bastasse, ora sembra che le linee di indirizzo dell'amministrazione comunale per una soluzione come questa, di investimento privato, includano nel pacchetto piscina comunale scoperta anche il palazzetto dello sport, così da creare anche in quella area della città, una sorta di “cittadella dello sport”.

Stesso ragionamento che la giunta di Alessandria sta portando avanti in un'altra zona cittadina, con la triade centro sportivo Barberis (Borsalino), Nuoto Club e Pista di atletica leggera per cui si vuole aprire un bando per la gestione delle tre strutture in parteneriato pubblico-privato. A sollevare dubbi sulla gestione di tutta questa partita è stato – da sempre – il consigliere comunale di Forza Italia, Federico Guerci. Che a questo proposito ha sollevato il dubbio di un “possibile conflitto di interessi” ovvero del possibile scoraggiamento di investitori verso la piscina comunale scoperta, “visto il progetto di investimento sugli altri tre spazi sportivi cittadini”.

Altra strada percorribile è quella dettata dalla legge 9 del 2016, che prevede la “concessione gratuita” ad associazioni sportive dilettantistiche. “Potrebbe essere un'ipotesi percorribile?” ha chiesto il consigliere Pd, Enrico Mazzoni. In questo caso bisognerebbe ovviamente escludere la parte commerciale, quella a destinazione bar e ristorazione della piscina, per cui è necessario concordare invece un canone. Una strada “tecnicamente” percorribile, ma che non segue le linee di indirizzo presenti nel Documento unico di programmazione della giunta Cuttica, che guarda ad un “partenariato pubblico-privato” tanto per la triade Barberis/Nuoto club/ pista atletica, quanto per la piscina scoperta e il Palazzetto dello Sport (ad oggi funzionante ma che ha costi di spesa di gran lunga superiori a quelle che sono le entrate).

Ora quindi bando (che resterà aperto 30 giorni). E se c'è qualche investitore privato interessato “si dia da fare in fretta per farsi avanti - detta alla Serra - perché c'è poco tempo e bisogna pensare a soluzioni alternative”.
16/01/2019
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