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Alessandria

Palatium Vetus, cuore e radici della storia alessandrina

Al recupero del Broletto è dedicato il volume di 368 pagine della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, curato da Anna Marotta del Politecnico di Torino. L'intervento di Francesco Profumo e il richiamo al ruolo sociale delle fondazioni bancarie
ALESSANDRIA - L'autrice è “una pietra miliare di molte pubblicazioni”. Il palazzo “affonda le radici in un territorio che ha dato moltissimo alla storia del Paese”. La parole sono di Pier Angelo Taverna, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che definisce così Anna Marotta, curatrice del volume 'Palatium Vetus il Broletto ritrovato nel cuore di Alessandria' che in 368 pagine racconta la storia del palazzo e le delicate fasi di recupero che hanno riportato alla luce non solo le parti più antiche dell'edificio, ma anche la memoria stessa del capoluogo.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e la società Palazzo del Governatore, società strumentale della Fondazione stessa, hanno presentato il volume, edito da Gangemi Editore, alla presenza, oltre che di Taverna, di Anna Marotta, professore ordinario del Politecnico di Torino, e di Francesco Profumo, oggi presidente della Compagnia di San Paolo, autore della prefazione. L'opera editoriale è corredato da un dvd in italiano e inglese, traduzione obbligatoria se l'opera vuole essere validata a livello internazionale, realizzato dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, con ricostruzioni tridimensionali delle fasi storiche del palazzo tali da consentire la comprensione della stratificazione dei progetti e degli interventi che si sono succeduti nel tempo, oltre a mantenere la memoria degli apparati strutturali e architettonici non più visibili, nella loro unità formale e contestualizzazione funzionale.

Il libro si articola in otto parti: la prima “La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria per i beni culturali: Palatium Vetus. Dall’acquisizione alla valorizzazione”, con contributi di Anna Marotta, Mauro Luca De Bernardi, Sergio Pace; la seconda “Palatium Vetus: emblema del libero comune nella città e nel tempo” con contributi di Carlo Tosco, Antonella Perin, Roberto Livraghi, Alessandro Tosini, Annalisa Dameri, Cristina Boido; la terza “Le Soprintendenze”, con contributi di Alberto Crosetto, Maria Carla Visconti, Giuseppe Merlano, Giorgio Ettore Careddu, Fulvio Cervini; la quarta “Un ‘nuovo palazzo’ per gli Alessandrini in Palatium Vetus. Il progetto per la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria”, con contributi di Anna Marotta, Francesca Fenaroli, Marco Buffoni, Vittoria Massa, Enrico Pelizzone, Fabio Savio, Gianluca Pomo, Stefano Martelli, Giorgio Bonsanti, Barbara Poggio; la quinta “«Mostrare e dimostrare» Palatium Vetus. Rilievo, rappresentazione, comunicazione visiva”, con contributi di Anna Marotta e Serena Abello (che citano i rilievi di Giovanni Abrardi), Pia Davico, Mario Ricciardi, Rossana Netti, Andrea Tonin; la sesta “Viaggio visivo attraverso letture tematiche e critiche”, con contributi di Anna Marotta, Alessandro Tosini, Serena Abello, Martino Pavignano, Rossana Netti; la settima “Istruttorie documentarie per la ricerca: esiti e incroci con le indagini sul costruito. Regesto dei documenti essenziali”, con contributi di Roberto Livraghi, Gian Maria Panizza, Antonella Perin e l’ottava e ultima “Apparati di supporto alla ricerca”, con contributi di Serena Abello, Rossana Netti, Alessandro Tosini. Il volume si può consultare sul sito www.fondazionecralessandria.it alla voce Biblioteca online che presenta tutta la produzione editoriale della Fondazione Cra.

“L’opera – commenta Pier Angelo Taverna - rappresenta il coronamento teoretico, scientifico e conoscitivo delle complesse operazioni di restauro e valorizzazione, che hanno restituito alla città le strutture di Palatium Vetus, uno dei fulcri principali della sua storia architettonica e urbana. La cura è stata affidata a Anna Marotta, 'alessandrina di adozione', con il compito di organizzare e dirigere il progetto organico e lo sviluppo dei contenuti affrontati portando avanti quella tradizione di mecenatismo editoriale della Fondazione rappresentata, tra le altre, dalla collana sui sistemi difensivi dell’Alessandrino”.

Nell'intervento di Profumo, prima dell'illustrazione dei contenuti del volume affidata alla curatrice, non sono mancate, accanto agli apprezzamenti e sottolineature relative al merito dell'opera, alcune riflessioni sul ruolo delle Fondazioni di origine bancaria, rimaste “gli unici soggetti capaci di programmare interventi, investimenti, recuperi che lasciano continuità”. Le Fondazioni, “protagonisti della filantropia moderna”, sono i “cardini della società locale” a partire dalle politiche statutarie nei settori del sociale, della cultura e dell'educazione”. 
22/12/2016
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