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Alessandria

Musei "a picco" nel 2017. Serve una rifondazione?

Alessandria perde la competizione con praticamente tutte le province piemontesi e registra il calo nel 2017 delle visite ai suoi pezzi pregiati, fatta eccezione per il Marengo Museum. A guidare la classifica cittadina è il Museo Etnografico "C'era una Volta" di piazza della Gambarina
ALESSANDRIA - I dati, piuttosto impietosi, sono quelli dell'Osservatorio Culturale del Piemontee hanno l'obiettivo di fotografare annualmente lo stato di salute dei musei in tutta la Regione, sia come performance negli ultimi 12 mesi che come trend, comparando i risultati con quelli degli anni precedenti. 

Il nostro capoluogo in questa foto non riesce proprio a sorridere, e mostra anzi la faccia di chi non era pronto per lo scatto o si è trovato di colpo troppa luce sul volto. I dati, specialmente se messi in relazione con la aspettative di rilancio del nostro sistema museale, ripetute con costanza da almeno un decennio, sono imbarazzanti, specie se messi in relazione con le altre province piemontesi. La verità è che, cifre alla mano, abbiamo tutto da imparare e il sistema museale cittadino (ne esiste uno?) sarebbe forse da rifondare o, più propriamente, semplicemente da fondare (davvero). 

Nel 2017 a farla da padrone in città è stato il Museo Etnografico "C'era una volta" di piazza Gambarina, campione di visite in città e comunque quasi doppiato dal Museo D'Arte e Storia Ebraica di Casale Monferrato, che guida la classifica provinciale. 





Alessandria per numero complessivo di visite si attesta al sesto posto su otto fra le province piemontesi.



Se a livello provinciale il trend è positivo (+12% nel triennio 2015-2017), Alessandria ha visto collassare le visite proprio dei suoi pezzi più pregiati, vale a dire del "campione" Museo Etnografico "C'era una volta", del Museo del Cappello (incredibile il tempo che si sta rendendo necessario per il suo trasferimento, considerando che è diversi mesi che si annuncia la sua imminente riapertura nei nuovi spazi), le Sale d'Arte e il Teatro delle Scienze, tutti con il segno meno davanti. 

La chiusura di alcuni musei per buona parte dell'anno ovviamente non aiuta. Ecco il dettaglio di quanto avvenuto nel 2017 mese dopo mese. 



Unica eccezione di rilievo è il Marengo Museum, che nel 2017 ha toccato le 2775 visite (contro le 1514 del 2015), dato positivo ma che deve far riflettere se ci si continua a ripetere che quello di Marengo dovrebbe essere un museo di rilevanza internazionale. Per ora i numeri dicono che il Museo Civico Archeologico di Acqui Terme, con tutto il rispetto, fa il doppio dei visitatori di Marengo. 

Ecco, nel dettaglio, le schede di presentazione del sistema museale alessandrino così come illustrate nell'ultimo documento della Giunta guidata da Gianfranco Cuttica di Revigliasco, vale a dire il progetto per Rimettere Alessandria al Centro.

Intanto, nell'ultima conferenza stampa di presentazione della rievocazione della Battaglia di Marengo, sono stati proprio il sindaco e l'assessore alla manifestazioni, Cherima Fteita Firial, a sottolineare quanto in più ci sia da fare: "bisogna fare in modo che certi eventi di grande rilevanza possano essere pubblicizzati per tempo e non solamente all'ultimo momento, così da poter fare da traino alle visite in città. Lavoreremo su questo, perché tutti gli operatori del comparto turistico possano ricevere i programmi prima e organizzare di conseguenza gli aspetti di promozione del territorio e di ricezione turistica. 
 
Museo del Cappello Borsalino
Borsalino è stile da più di 150 anni. L’azienda alessandrina del cappello è oggi un prestigioso marchio sinonimo di made in Italy nel mondo e fiore all’occhiello per la città di Alessandria, così intimamente legata alla storia della produzione Borsalino. Situato nella storica Sala Campioni del Palazzo Borsalino, il museo, omaggio alla sapiente arte manifatturiera, ospita i campioni di tutti i copricapo prodotti dallo stabilimento a partire dal 1857, anno di fondazione, sino ai giorni nostri. Circa 2000 cappelli delle più diverse fogge, scelti tra i più significativi della produzione e del patrimonio estetico e culturale dell’azienda, prendono posto negli storici armadi disegnati da Arnaldo Gardella. Ogni sezione espositiva è introdotta da un video didattico mentre le postazioni multimediali consentono di approfondire i temi trattati lungo il percorso. Periodicamente, il museo organizza mostre temporanee ed eventi, edita pubblicazioni per valorizzare la storia della Borsalino e promuovere cultura d’impresa, fenomeni artistici, costume e moda della cultura contemporanea. Il Museo del Cappello Borsalino è associato a Museimpresa, l'Associazione Italiana Archivi e Musei d'Impresa nata nel 2001 e promossa da Assolombarda e Confindustria.

Museo etnografico della Gambarina
É un museo da vivere per rivivere.
All'interno di una settecentesca caserma restaurata, il C'era una Volta ricrea ambienti e situazioni pubblici e privati della società contadina fra Ottocento e Novecento: la nascita, i giochi, la scuola, la cucina, la camera da letto, la stanza del corredo, le nozze.
Una sezione è dedicata alle due guerre mondiali. Un'altra, dedicata alle arti e ai mestieri, ci conduce all'interno di laboratori artigiani e attraverso le fasi della produzione agricola.
Al piano superiore, è permanente una mostra di modelli di Cartafronza, l’arte di piegare la carta meglio conosciuta come origami.

Teatro delle Scienze
É un delicato scrigno naturale in centro città. All’ingresso, un video introduttivo descrive origine ed evoluzione del pianeta Terra. La prima ala dell’area espositiva consente un suggestivo viaggio all’interno della Terra tra campioni di rocce, minerali e fossili da osservare e toccare, e spettacolari eruzioni vulcaniche.
Al centro della sala naturalistica, un modello in scala ricostruisce l’ambiente fluviale del territorio alessandrino mentre all’interno di un cilindro trasparente sono esposti esemplari di farfalle provenienti da tutto il mondo. Innovativo è il progetto eco-acustico che, lungo il percorso, riproduce i suoni della natura di un ciclo circadiano, registrato e prodotto in esclusiva per il Museo di Scienze Naturali di Alessandria
La sezione espositiva comprende collezioni: paleontologiche, mineralogiche, ornitologiche, entomologiche.
La vetrina ornitologica, in fondo alla sala, ricrea gli ambienti del giorno e della notte, collocando gli esemplari nei rispettivi habitat naturali.
Sono attivi laboratori didattici per le scuole.
Il Teatro delle Scienze ospita il Laboratorio di Astronomia. Sotto la cupola del Planetario, animazioni e immagini multimediali riproducono una volta celeste di 6500 stelle, avvolgendo il visitatore nella magia dell’Universo. Questo sistema digitale di videoproiezione multimediale, dotato di un’ottica innovativa, consente di:
– riconoscere le costellazioni visibili nei vari periodi dell’anno
– comprendere moti e cicli celesti
– localizzare oggetti con binocoli e telescopi
– approfondire argomenti complessi come l’evoluzione stellare e galattica
Il Planetario è un formidabile strumento didattico che permette di: – raccontare gli antichi miti legati alle costellazioni
– mostrare i movimenti dei corpi celesti
– esplorare pianeti e galassie

Sale d’Arte
Rinnovato in arredi e in strutture espositive, il percorso museale propone alcune delle più importanti opere e oggetti d’arte appartenenti alle collezioni del Museo e della Pinacoteca civica.
Le sale sono divise in quattro sezioni espositive:
Il Medioevo e la civiltà comunale offre una riflessione sull’identità civica della città e delle sue radici, ed ospita lo splendido ciclo di affreschi ispirati alle storie di Artù dedicata provenienti dalla Torre Pio V di Frugarolo, eseguito fra il 1391 e il 1402 da un artista vicino alla corte viscontea di Pavia.
- L’Ottocento, rivisitato attraverso il fascino e la luce della pittura di Giovanni Migliara
- Il Novecento, visto attraverso l’opera dell’alessandrino Alberto Caffassi
- L’ultima sala ospita le mostre temporanee
L’incremento delle collezioni museali, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, è la testimonianza dello stretto legame tra città e istituzione museale: le Sale d’arte sono il centro dell’informazione culturale alessandrina, ma anche luogo della memoria e della valorizzazione del presente

Palazzo Cuttica di Cassine
Situato nel cuore settecentesco della città, Palazzo Cuttica di Cassine, il percorso museale propone una selezione di opere e oggetti d’arte provenienti in prevalenza dall’area alessandrina.
Nella prima sala, due arazzi di manifattura fiamminga del XVII secolo accolgono i visitatori.
A seguire, la collezione archeologica di età pre-romana e romana di Cesare Di Negro Carpani: acquisita di recente, è frutto di una intensa attività di collezionismo ottocentesco; per le sue caratteristiche storico- archeologiche, è di particolare importanza nel quadro delle attuali conoscenze della preistoria e storia antica dell’area alessandrina e tortonese.
Le restanti sale accolgono:
- i paramenti sacri e la preziosa raccolta di corali miniati commissionati da Papa Pio V, al secolo Antonio Michele Ghislieri, unico Papa piemontese, in occasione della costruzione del convento domenicano di Santa Croce e Ognissanti a Bosco Marengo
- opere dedicate a Napoleone Bonaparte e alla battaglia di Marengo
- alcune importanti opere di pittura sacra piemontese del ‘500 e ‘600 come l’affascinante polittico
dell’Incoronazione della Vergine, opera di Gandolfino da Roreto

Museo del Fiume
A seguito dei drammatici eventi alluvionali del novembre 1994, i volontari del Gruppo di Lavoro Alessandria Nord, costituitosi nella primavera del 1995, organizzano le attività del Museo del Fiume per promuovere l’impegno civile, la sensibilizzazione, l’approfondimento, la ricerca, la documentazione e la divulgazione in materia di tutela e valorizzazione degli ambiti fluviali.
Presso la sede sono disponibili materiali: bibliografici, iconografici, normativi, fotografici, audiovisivi e documentari.
Gli operatori del Museo: promuovono e realizzano itinerari guidati di visita ai fiumi alessandrini, realizzano incontri e cicli di conferenze sui temi della tutela idrogeologica e del recupero della memoria storica, attuano il monitoraggio permanente degli ambiti fluviali dell'Alessandrino e dello stato di avanzamento dei lavori di messa in sicurezza dei fiumi, promuovono pubblicazioni e realizzano mostre e proiezioni sull'ecosistema fluviale.

Museo del Ferro
Il Museo del Ferro nasce per iniziativa privata nelle sale poste nell'ottocentesca ex casa Lodigiani, sita nel centro storico di Alessandria. Le collezioni del museo comprendono incisioni su lastra, armi bianche, scudi e alabarde, chiavi in grande formato, colonne e catene ornamentali,giocattoli in latta,oggetti di industrial design. Tutti i manufatti sono realizzati secondo metodologie tradizionali nel pieno rispetto dell'antica arte fabbrile. Al primo piano è posta la biblioteca che conserva testi, video, tesi di laurea,documenti,fotografie. Il Museo del Ferro opera in costante collaborazione con gli enti pubblici e privati, le associazioni, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le fondazioni bancarie, nell'ottica del costante rinnovamento nel campo dell'offerta culturale ed artistica.

Marengo Museum
A pochi km dalla città, il sobborgo di Marengo è teatro il 14 giugno 1800 della vittoria di Napoleone che segna il passaggio del Piemonte alla dominazione francese. Il luogo, che dà anche nome a una moneta aurea e a molte ricette, è una fondamentale meta per i cultori di Bonaparte. In memoria dell'evento fu costruita da un estimatore una villa neoclassica a metà '800, recentemente ristrutturata, che ospita il museo napoleonico.
Il Marengo Museum racconta la storia della campagna d’Italia del 1800 e della battaglia di Marengo analizzandone la cause, gli sviluppi e le conseguenze e riconosce l’importanza assunta dalla inestricabile connessione esistente fra storia, mito e leggenda di Marengo e ne fa la cifra narrativa fondamentale intorno alla quale costruire il percorso museale.

13/06/2018
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