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Cronaca

Morì nell'impianto Aral, i vertici sotto accusa

Morì investito da un caterpillar che stava facendo manovra nel reparto Fos 1 dell'impianto Aral di Castelceriolo. In quattro, tra cui l'ex direttore e l'ex presidente, sono chiamati a rispondere di omicidio colposo
CRONACA – Morì investito da un caterpillar che stava facendo manovra nel reparto Fos 1 dell'impianto Aral di Castelceriolo. Era il 14 ottobre 2014 e a perdere tragicamente la vita fu un operaio di 47 anni, Michele Leone.
Michele, originario di Molfetta ma abitante da tempo ad Alessandria, era dipendente della ditta Euroservice che aveva un appalto da Aral per la movimentazione e gestione dei rifiuti. Alla guida della pala meccanica era un collega di 34 anni. Non si accorse della presenza di Leone e, procedendo in retromarcia, lo investì. A giudizio, davanti al tribunale di Alessandria, sono chiamati in quattro a rispondere di omicidio colposo: Piercarlo Bocchio, 69 anni, all'epoca direttore generale dell’Aral, Fulvio Cellerino, 61 anni, presidente, Fabio Ferrari, 55, legale rappresentante di Euroservice, e Giacomo Trevisan, 34, conducente della pala meccanica.
Ieri, in aula, sono stati chiamati a deporre i testimoni dell'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Marcella Bosco. Si cerca di ricostruire gli ultimi istanti di Michele: era infatti emerso come si fosse recato a piedi nell'impianto. Perchè? Per esigenze di servizio? Indossava i presidi di sicurezza? In fase di indagini emerse infatti come l'operaio indossasse addirittura dei sandali o ciabatte. Ma ci sono le foto della scientifica a dire che ai piedi aveva delle scarpe.

Di certo c'è che stava procedendo a piedi in un ala dell'impianto che dovrebbe essere accessibile solo ai mezzi. L'operaio era stato messo correttamente a conoscenza dei rischio? Uno dei testimoni ha affermato in aula come, solo dopo la tragedia, l'azienda segnalò meglio i percorsi ed introdusse dei sistemi si sicurezza, come i cancelli meccanizzati.
La prossima udienza, fissata per il 5 maggio, saranno ascoltati i testimoni della difesa.
I famigliari di Leone si sono costititi parte civile con gli avvocati Vittorio Spallasso e Giuseppe Lanzavecchia,
I quattro imputati sono difesi dagli avvocati da Giulia Boccassi, Tino Goglino, Luca Gastini e Giancarlo Triggiani.

(nella foto: immagine generica d'archivio)
20/04/2018
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