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Economia e Lavoro

Mense: prima vertenza vinta. Ce ne sono altre 20. E intanto “peggiorano le condizioni di lavoro”

La prima vertenza di una lavoratrice del servizio di refezione scolastica portata avanti dalla UilTucs è stata vinta. Ora ce ne sono in ballo un'altra ventina. Maura Settimo: “questa sentenza del Tribunale ha ribadito quello che noi diciamo dall'inizio. E comunque restano tante le problematiche dei lavoratori per le sperimentazioni della nuova ditta per dimostrare che il servizio si può fare in meno ore. E' un cronometraggio per risparmiare non ore, ma minuti”
 ECONOMIA E LAVORO - Una battaglia che ha avuto inizio questa estate e che oggi vede una prima “vittoria” per la UilTucs e soprattutto per la lavoratrice del servizio di refezione scolastica che una sentenza del Tribunale di Alessandria ha confermato dover essere riassunta “alle stesse condizioni contrattuali, normative e retributive precedenti, cioè quelle già applicate nel vecchio appalto del servizio, da Aristor”. Con la sentenza di giovedì scorso “il Tribunale ha ribadito quello che noi abbiamo sempre sostenuto e per cui ci siamo battuti fin dall'inizio di questa storia del nuovo appalto delle mense” ha tenuto a sottolineare Maura Settimo della UilTucs. Ovvero “che in caso di cambio di appalto ai lavoratori va applicato quanto sancito dall'art.226 del contratto nazionale del lavoro dei pubblici esercizi”. Che significa parità di ore, livello professionale e quindi retributivo. “Insomma le stesse garanzie e tutele per il lavoratore”.

Così per la lavoratrice che era stata esclusa per non aver accettato le nuove condizioni contrattuali della ditta che ha vinto l'appalto, la Cooperativa Solidarietà e Lavoro, si riapriranno le porte del servizio mensa: ad oggi è di nuovo una dipendente a tutti gli effetti (percependo già lo stipendio) sebbene non sia ancora rientrata effettivamente in servizio, “poichè l'azienda ancora non si è fatta viva, giustificando quanto sta accadendo con la mancata ricezione delle comunicazioni (vertenza e sentenza) per problemi alla mail”. Rientra con le precedenti condizioni contrattuali, quindi “livello, 4 ore di lavoro e senza sospensione durante i periodi di chiusura delle scuole (come l'estate ad esempio). Un precedente, ottenuto con un provvedimento d'urgenza, che può fare da “traino” per altri casi.

Tant'è che sul tavolo ci sono faldoni con “almeno altri 20 vertenze già avviate che andranno a sentenza con l'anno nuovo, da gennaio, con iter ordinario”
ha spiegato Maura Settimo. E riguardano diverse tipologie professionali del servizio, che fanno capo tanto alla cooperativa quanto al centro cottura e al trasporto cibi. E non si tratta solo di chi non è stato chiamato, dei 112 lavoratori iniziali, che sono un paio, o dei 6 circa che hanno rifiutato per le nuove condizioni proposte. “Perchè la quantità di problematiche e di disagi che oggi i lavoratori segnalano sul posto di lavoro è ancora tanta”.

E tutto – da quanto viene spiegato dal sindacato – è legato alle “sperimentazioni e prove che l'azienda sta mettendo in atto, per dimostrare che il lavoro si può fare anche in tre ore (anziché in 4)”. Così si passa dallo scodellamento dei pasti non più dal carrello scaldavivande, ma direttamente piatto per piatto “sulle teste dei bambini”, all'utilizzo di una tovaglia unica anziché le tovagliette singole per “far prima a spreparare raccogliendo tutto insieme con i piatti di plastica utilizzati”. Sperimentazioni di “cronometraggio, per verificare come risparmiare non ore, ma minuti” è la critica che arriva dalla Uil.

Quel che è certo è che la cooperativa Solidarietà e Lavoro ha vinto la gara con un certo ribasso e che questa sentenza avrà un “costo” ora per la ditta. Senza considerare le vertenze a venire, che potrebbero avere un risvolto simile. E ora? “Noi aspettiamo che siano loro a dirci adesso che succederà e come lo affronteranno” ha concluso la UilTucs. Che si aspetta un “cenno” e una parola anche dal Comune, in qualità di committente visto il risultato di questa prima sentenza.
27/11/2018
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