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Alessandria

Locci: "servirebbero un censimento per le prostitute e multe per i clienti"

Il presidente del Consiglio Comunale lancia la sua soluzione sul problema della prostituzione in città, particolarmente sentito durante i mesi estivi: "per le ragazze europee c'è poco da fare, ma le nigeriane andrebbero censite perché sono certamente vittima di tratta. Il fenomeno si può combattere, punendo i clienti"
ALESSANDRIA - Nel suo programma elettorale Emanuele Locci era stato chiaro: fra sue promesse c'era anche quella di intervenire sul fenomeno della prostituzione in strada, proponendosi di fermare, o almeno contenere in maniera molto significativa, quello che è da anni un fenomeno assai presente in città. 

Se è vero che la prostituzione in strada si registra tutto l'anno, specialmente lungo gli Spalti e nelle strade di entrata e uscita dalla città, è specialmente d'estate che il fenomeno si fa più evidente, sia perché si è naturalmente portati a uscire di più, sia perché le alte temperature consentono alle ragazze di indossare abiti ancor più succinti e, in qualche caso, di farne in buona parte direttamente a meno. 

A lamentarsi sono così diversi cittadini, infastiditi dalla presenza di un intenso giro di prostituzione ormai sotto casa, mentre un'altra parte, che evidentemente frequenterà le prostitute (perché la grande quantità di offerta è figlia di un'altrettanto sostanziosa richiesta), probabilmente apprezza in silenzio. 

Il presidente del Consiglio Comunale è ora tornato sul tema, esplicitando cosa avrebbe voluto fare se fosse stato eletto, e cosa proporrà ora alla Giunta, con la quale le intese sul piano politico non mancano di certo: "penso che la soluzioni passi dalla revisione del regolamento di Polizia Locale - spiega Locci - un po' come è stato fatto in tema di accattonaggio. Non basta infatti una semplice ordinanza per colpire il fenomeno".

La via più semplice è la deterrenza, e su quella Locci pensa di puntare in prima istanza: "occorre multare i clienti, anche perché se le ragazze sono Comunitarie c'è poco che si possa fare nei loro confronti. Ma l'aspetto più preoccupante e scandaloso riguarda le ragazze nere che si prostituiscono in città, specie di origine nigeriana: la maggior parte di loro sono arrivate qui come richiedenti asilo, e sono il prodotto di un evidente giro mafioso che controlla la prostituzione. Sicuramente non sono regolari e non dovrebbero trovarsi sulla strada a quell'ora. Penso sia necessario un censimento - conclude Locci prima di tutto per tutelare chi è vittima di questa tratta, vale a dire le ragazze schiave. Nel mio programma elettorale, che aveva una forte anima cattolica, dedicavo una parte proprio a eliminare questo tipo di sfruttamento e penso sia venuto il momento per parlarne con la Giunta e proporre azioni concrete". 


 
21/07/2018
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