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Alessandria

Alessandria tornerà ad avere un mercato coperto?

Pare definitivamente naufraga l'ipotesi, che pure aveva tenuto occupato il Consiglio comunale per settimane, di riqualificare l'ex area del mercato ortofrutticolo del quartiere Orti, un intervento imponente, ad opera di privati, che avrebbe comportato anche cambi nella viabilità. Nel capoluogo servirebbe una struttura del genere?
ALESSANDRIA - La domanda torna ciclicamente, ma pare che nessuno sia interessato a darle una risposta. Stiamo parlando di mercati coperti in città, strutture un tempo più diffuse, specie per la vendita di prodotti alimentari, che rappresentano una sorta di centri commerciali dove al posto delle grandi catene di distribuzione ad essere protagonisti sono i banchi dei venditori locali. 

Per alcune settimane, tra fine 2014 e inizio 2015, l'ipotesi di ospitarne uno nuovo di zecca in città si era fatta tangibile, con tanto di progetti, rendering, piani per una viabilità del quartiere Orti, e tempistiche per la realizzazione. Avrebbe dovuto essere un'opera grandiosa, paragonabile ai grandi mercati coperti di metropoli europee, come Stoccolma, e portare alla costruzione di 3 nuove rotonde agli Orti. Dopo l'approvazione in tempi serrati in Consiglio Comunale dell'autorizzazione a costruire sul progetto è calato un lungo silenzio e così l'area dell'ex mercato ortofrutticolo degli Orti, di proprietà di privati, dove il progetto si sarebbe dovuto realizzare (un investimento da circa 13 milioni di euro e almeno 470 mila euro di oneri di urbanizzazione, costituiti da 3 rotonde in viale Teresa Michel, dove dovrebbe riaprire il mercato, da costruire una ad intersezione con il lungo Tanaro e le altre due con via Rossini e via Vinzaglio) è rimasta così com'è, dismessa e abbandonata. Un vuoto che grida vendetta, considerando la poca distanza dall'Università e l'occasione di rivitalizzare un quartiere ancora in cerca di una e propria vocazione. Per sfruttrare il progetto così come è stato approvato c'è tempo fino al 2018, ma non sembra ci sia la volontà da parte dei privati di riprendere in mano le carte e avviare i lavori. C'è chi mormora di un interessamento all'area di commercianti cinesi, pronti ad avanzare un'offerta per trasformare l'area in un mega emporio con prodotti d'importazione. 
 
L'ex mercato ortofrutticolo in realtà fu di proprietà comunale fino al 2010, quando la società Svial ha ceduto l'area e il fabbricato a due privati al prezzo di 5 milioni. Prima o poi quell'investimento sarà in qualche modo valorizzato, ma non è da escludersi a questo punto una nuova cessione e nessuno può sapere con certezza oggi a cosa l'area potrà essere destinata in futuro. Occasione persa o possibilità di tirare un sospiro di sollievo per i commercianti del centro, tanti dei quali non avrebbero questo nuovo e imponente concorrente, capace di attrarre clienti anche grazie a un grande parcheggio gratuito a disposizione

In realtà in via San Lorenzo lo spazio per un altro mercato coperto esiste, ma dagli anni '80, quando la struttura funzionava bene e gli alessandrini acquistavano lì tanti prodotti alimentari, lo spazio è andato via via in declino, e oggi si trova chiuso. Come ricordano gli architetti Luca Zanon e Irene Cerruti: "Molti ricordano ancora il passaggio che univa l'ex mercato coperto di via S. Lorenzo con il centro commerciale “Upim” (oggi riconvertito) e di conseguenza con Corso Roma, creando un collegamento fisico tra due poli commerciali di diversa natura, il primo improntato alla vendita di prodotti alimentari e l’altro di abbigliamento, uno più popolare e l’altro più elitario. A seguito della ristrutturazione subita attorno alla metà degli anni ’90, la nuova costruzione ha perso quell’identità che la connotava: non più mercato coperto nella sua accezione ma un vero e proprio centro commerciale, in una zona caratterizzata da attività quasi esclusivamente alimentari, ma il centro storico alessandrino, inteso come fulcro naturale del commercio, ha ancora bisogno di uno spazio che sia riconoscibile visivamente e socialmente come luogo di promozione, vendita e consumo dei prodotti del territorio".
18/04/2017
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