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Alessandria

Alessandria (quasi) senza slot. Sarà la soluzione?

A breve Palazzo Rosso si muoverà per monitorare la progressiva applicazione della legge regionale che impedirà la presenza di slot machine nei locali in un raggio di 500 metri da scuole, bancomat, luoghi di culto, impianti sportivi e numerosi altri servizi, rendendo di fatto fuorilegge più del 90% degli apparecchi ad oggi installati. Sarà una mossa efficace per combattere la ludopatia?
ALESSANDRIA - Grazie a una Legge Regionale votata ad aprile la città si appresta, già dai prossimi mesi, a veder cambiare il volto di tanti bar ed esercizi commerciali ubicati in centro. 

Entro i prossimi 3-5 anni (a seconda della tipologia delle attività, 3 per i bar, 5 per i locali dedicati interamente alle slot) le realtà che ospitano macchine da gioco in città dovranno adeguarsi alla nuova normativa, assai più restrittiva rispetto alle libere concessioni finora autorizzate, per le quali i Comuni non avevano strumenti di opposizione, rischiando costosi ricorsi al Tar.

Nella nuova legge regionale sono infatti state introdotte una serie di iniziative strutturalmente pensate per svolgere un'attività di prevenzione e informazione sui rischi legati al gioco d'azzardo, ma, soprattutto, si forniscono ai Comuni degli strumenti concreti d'intervento.

"Per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili - è scritto nella nuova legge - è vietata la collocazione di apparecchi per il gioco in locali che si trovino ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, non inferiore a 300 metri per i Comuni fino a 5 mila abitanti e non inferiore a 500 metri per i Comuni oltre i 5 mila abitanti da istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, movicentro e stazioni ferroviarie".

Una piccola grande rivoluzione per il centro città (e non solo), che ha visto negli anni, come in molte altre città italiane, crescere in maniera esponenziale il numero di attività che hanno scelto di finanziarsi ricorrendo ai proventi derivati dal gioco d'azzardo legalizzato. La legge è chiara sul ruolo che spetta alle amministrazioni comunali, e proprio per questo nei prossimi mesi Palazzo Rosso si potrebbe fare promotore di un incontro anche con altre amministrazioni della provincia, utile a confrontarsi sui primi passi da intraprendere per gestire al meglio l'applicazione della normativa. 

"Toccherà ai Comuni, per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica, disporre limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite slot machine per una durata non inferiore a tre ore nell’arco dell’orario di apertura previsto, all’interno delle sale da gioco, delle sale scommesse, degli esercizi pubblici e commerciali, dei circoli privati e di tutti i locali pubblici o aperti al pubblico" - recita la legge regionale, e proprio da qui partirà probabilmente Palazzo Rosso, con un provvedimento del sindaco che potrebbe iniziare a normare la pausa diurna che ciascun impianto di gioco dovrà rispettare tassativamente. 

In città non mancano però i malumori, perché, come spiegato anche in una nostra inchiesta di qualche tempo fa, il business è importante e diversi commercianti utilizzano i ricavi delle slot per pagare il mutuo del locale o una parte delle spese di gestione dell'attività. A farne le spese purtroppo sono però i soggetti più deboli ed esposti, persone che spesso cominciano per gioco, o per noia, ma non poi non riescono più a smettere, prede facili del sogno di arricchirsi o desiderose almeno di recuperare (invano) ciò che hanno precedentemente perso. 

Cosa succederà ora? 
Se non cambierà nulla nella legge, entro 3-5 anni le slot spariranno quasi del tutto almeno dal centro città, perché il reticolo di divieti renderà incollocabili fra il 90 e il 95% delle slot attualmente installate, che andranno dunque rimosse. Il dubbio che però questo resti un semplice palliavo rispetto alla ludopatia resta forte, un po' perché i giocatori sono sempre più spinti (anche dallo Stato, complice di un sistema che antepone i guadagni alla salute) a giocare online, con occasioni sempre più a portata di mano, a partire dai propri smartphones, sia perché il provvedimento per ora riguarda "solamente" le slot machines, mentre nulla dice relativamente alle scommesse sportive, ai gratta e vinci, alle lotterie e a tutti gli altri strumenti per scommetere (e perdere, nella stragrandissima quantità dei casi). 

Da settembre Libera Piemonta tornerà a organizzare iniziative di sensibilizzazione, in collaborazione con il Comune, con l'Associazione Giocatori Anonimi e con i ragazzi delle scuole, forte di alcuni progetti di prevenzione (con un grande investimento nella formazione fra pari) che stanno dimostrando di poter avere un certo impatto almeno sui più giovani. 
20/08/2016
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